Errori frequenti
- Presumere che un documento accettato in un Paese latinoamericano sarà accettato allo stesso modo in un altro.
- Confondere il Certificate of Status della società con un certificato sanitario del prodotto.
- Apostillare documenti di spedizione (fattura, packing list) che di norma non richiedono apostille.
- Non verificare se l’importatore richiede il documento fisico originale o accetta una copia digitale certificata.
Esempio pratico: esportare un prodotto alimentare in Colombia
Supponga che una società della Florida voglia vendere una linea di alimenti confezionati tramite un distributore a Bogotà. Il distributore probabilmente richiederà, da un lato, documenti societari (un Certificate of Status recente e forse una procura a favore di chi negozia il contratto di distribuzione) e, dall’altro, documenti del prodotto. In questo secondo gruppo, il certificato adeguato non è automatico né unico: la FDA rilascia il proprio Certificate of Free Sale solo per categorie limitate, come gli integratori alimentari o gli alimenti per usi dietetici speciali; per la maggior parte degli alimenti confezionati convenzionali, la società ha di solito bisogno di un Certificate to a Foreign Government (CFG) della FDA oppure, spesso, di un Certificate of Free Sale rilasciato dal dipartimento sanitario dello Stato in cui opera lo stabilimento, cosa che normalmente richiede una registrazione dell’impianto in corso di validità e un’ispezione recente in regola, non una pratica automatica. A questo si aggiunge, in modo indipendente, la registrazione sanitaria richiesta dal regolatore colombiano degli alimenti e l’etichettatura conforme alla sua normativa, insieme all’ECCN del prodotto e, se il valore della spedizione lo giustifica, alla EEI nell’AES. Per la spedizione fisica serviranno inoltre fattura commerciale, packing list, documento di trasporto e, se si applica un trattato commerciale e si cerca il dazio preferenziale, un certificato di origine preferenziale; altrimenti può bastare un certificato di origine non preferenziale. Ognuno di questi documenti può avere un proprio termine di validità, un proprio iter di richiesta e, in alcuni casi, una propria necessità di apostille; raggrupparli in un’unica gestione senza distinguerne l’origine genera spesso confusione e ritardi evitabili.