
Un Certificate of Origin dichiara l’origine commerciale della merce in un’operazione di esportazione. Il modo in cui tale origine viene determinata dipende dal prodotto, dalle regole applicabili e, in alcuni casi, da un accordo di libero scambio. Alcuni Paesi, acquirenti, banche o autorità doganali richiedono un Certificate of Origin certificato da una camera di commercio. Alcune operazioni possono inoltre richiedere l’autenticazione notarile, l’apostille, un’ulteriore autenticazione o la legalizzazione consolare. Non esiste un unico percorso valido per ogni Certificate of Origin.
Un Certificate of Origin può richiedere: la sola firma dell’esportatore, la certificazione di una camera di commercio, l’autenticazione notarile, un’apostille, l’autenticazione con legalizzazione consolare, oppure una traduzione. Il percorso corretto dipende dal Paese importatore, dal tipo di certificato, dal prodotto e dalle istruzioni dell’acquirente o dell’autorità destinataria.
Il Certificate of Origin è un documento commerciale che dichiara il Paese di origine della merce di una spedizione. Determinare tale origine, tuttavia, non è semplice come individuare dove il prodotto è stato assemblato o confezionato. Secondo la International Trade Administration (ITA) statunitense, le regole di origine variano a seconda del prodotto, dell’autorità doganale del Paese importatore e, quando applicabile, dell’accordo commerciale in base al quale si richiede un beneficio tariffario. Tra i criteri più comuni figurano la trasformazione sostanziale, il cambio di classificazione doganale e il contenuto di valore regionale. Due spedizioni apparentemente simili possono quindi ricevere determinazioni di origine diverse.
Il Certificate of Origin è inoltre un documento diverso da un atto notarile o da un atto di stato civile. Per questo motivo la sua autenticazione non segue automaticamente lo stesso percorso di una procura o di un certificato di nascita: talvolta è sufficiente la firma dell’esportatore, talvolta serve la certificazione di una camera di commercio, e talvolta è necessario un ulteriore passaggio di apostille o legalizzazione.
Prima di pensare ad apostille o legalizzazione, conviene distinguere due documenti spesso confusi perché portano un nome simile:
Apostillare un Certificate of Origin non determina che il prodotto sia idoneo alle preferenze tariffarie previste da un accordo commerciale. Si tratta di una determinazione sostanziale distinta, che spetta all’esportatore, al produttore o a uno specialista di commercio estero, e non è un effetto dell’apostille.
Un’apostille autentica la firma o la certificazione pubblica associata al documento. Non determina che la merce sia effettivamente di origine statunitense, né che soddisfi la regola di origine di un accordo commerciale. La responsabilità delle informazioni commerciali e dell’idoneità del prodotto spetta all’esportatore, al produttore o a un’altra parte responsabile dell’operazione.
In altre parole, l’apostille certifica chi ha firmato o certificato il documento e a quale titolo ufficiale, non il contenuto commerciale che il documento descrive. Integramerica può coordinare l’apostille, la legalizzazione o la traduzione del certificato che Lei ci invia, ma non determina la regola di origine applicabile né sostituisce la valutazione di uno specialista di commercio estero o doganale.
Conviene distinguere due processi che avvengono in momenti diversi e che a volte vengono confusi:
Una camera di commercio e un’autorità di apostille svolgono funzioni distinte. Il fatto che una camera certifichi un Certificate of Origin non significa che il documento sia già apostillato, e un’apostille non sostituisce la certificazione di una camera di commercio quando è questa a essere richiesta dal destinatario.
La richiesta di un Certificate of Origin può provenire da diverse parti dell’operazione, tra cui:
La ITA raccomanda di iniziare dall’acquirente o importatore estero, oppure dallo spedizioniere, per stabilire con precisione quali documenti richiede quella specifica operazione. Ogni transazione può avere requisiti diversi, anche verso lo stesso Paese di destinazione.
Solo camera di commercio. Un acquirente estero richiede un Certificate of Origin certificato da una camera di commercio, ma non richiede l’apostille. In questo caso, aggiungere un’apostille può essere superfluo e non velocizza la pratica.
Apostille necessaria. Un Paese aderente alla Convenzione dell’Aia richiede che il certificato di origine, già certificato o notarizzato, venga inoltre autenticato per uso ufficiale. Se il documento è idoneo, può seguire il relativo percorso di apostille.
Paese non aderente alla Convenzione dell’Aia. L’acquirente o l’autorità estera richiede una catena di autenticazione e legalizzazione consolare. In questo caso, un’apostille non sostituisce la procedura richiesta.
Ha altri dubbi? Ci scriva il Suo caso specifico e lo esamineremo insieme a Lei.
Contenuto informativo. Integramerica non è uno studio legale e non fornisce consulenza legale; i requisiti variano in base all’autorità emittente e al Paese di destinazione.
Ci invii il Certificate of Origin, il Paese di destinazione e le istruzioni dell’acquirente, della banca o dell’autorità destinataria. Verificheremo quali passaggi di autenticazione sembrano applicarsi (camera di commercio, autenticazione notarile, apostille o legalizzazione) prima di avviare la pratica.